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25/03/2019 - N.51

COLDIRETTI PIEMONTE –CINA: VELOCIZZARE I NEGOZIATI PER DARE NUOVI SBOCCHI AL SETTORE FRUTTICOLO MADE IN PIEMONTE

Gli accordi confermano la necessità di un riequilibrio dei rapporti commerciali con le importazioni agroalimentari dalla Cina che sono state pari a 594 milioni e hanno superato del 35% il valore delle esportazioni Made in Italy del settore ferme a 439 milioni nel 2018. E’ quanto afferma la Coldiretti in riferimento agli accordi con la Cina per l’esportazione nell’agroalimentare, dalle arance alla carne suina congelata. A frenare le spedizioni agroalimentari Made in Italy sono, infatti, le barriere tecniche ancora presenti per le produzioni nazionali che bloccano ad esempio le spedizioni di mele, pere e uva da tavola italiane nel Paese asiatico.

“Le tempistiche si stanno allungando poiché la Cina frappone ostacoli per motivi fitosanitari e chiede assicurazioni sulla assenza di patogeni frutticoli non presenti sul proprio territorio con estenuanti negoziati e dossier che durano anni e che affrontano un prodotto alla volta – affermano Roberto Moncalvopresidente di Coldiretti Piemonte e Bruno Rivarossa Delegato Confederale -. L’aspetto paradossale di questa vicenda è che mentre i prodotti italiani sono bloccati, la Cina può esportare nella Penisola pere e mele. Questo ha fatto sì che nel nostro Paese si sia verificata una vera invasione di pericolosi insetti dannosi alle coltivazioni arrivati, più o meno direttamente, dalla Cina, come la cimice asiatica o il cinipide del castagno. Per quanto riguarda il Piemonte, sicuramente quello che gode già di buon successo ad oriente è il vino poiché i mercati asiatici registrano una forte crescita che si attesta sul 75% in Cina e sul 15% in Giappone. E' fondamentale velocizzare i negoziati - concludono Moncalvo e Rivarossa - per quanto riguarda la frutta affinché le mele e le pere made in Piemonte possano intraprendere la via dell'Asia consentendo di implementare così l'export ed andando a dare nuovi sbocchi al tessuto economico piemontese.