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05/03/2019 - N.35

COLDIRETTI PIEMONTE – CONTENIMENTO FAUNA SELVATICA: ORA L’IMPRENDITORE AGRICOLO HA UN RUOLO CENTRALE

Approvata dalla Regione Piemonte la nuova delibera per il contenimento dei selvatici, che introduce modifiche a quella dello scorso dicembre, stante anche il parere fornito dall’Ispra. E’ quanto ha affermato l’assessore Giorgio Ferrero che è intervenuto all’incontro organizzato da Coldiretti Piemonte, per affrontare la questione relativa al controllo della fauna selvatica.
A livello nazionale si sta verificando un’escalation dei danni, delle aggressioni e degli incidenti con il numero dei cinghiali che, in Italia, ha superato abbondantemente il milione. Il Piemonte non è immune, tanto che sono sempre più frequenti casi di cinghiali che giungono anche nelle città. A fronte di inestimabili danni per le colture, cresce il rischio anche per i cittadini alla guida. 
“Viene finalmente attribuito all’imprenditore agricolo, in qualità di titolare o conduttore del fondo, un ruolo centrale nell’azione di contenimento della fauna selvatica - spiegano Roberto Moncalvo presidente di Coldiretti Piemonte e Bruno Rivarossa Delegato Confederale -. Un risultato che, grazie ad un costante lavoro, accoglie le proposte di ulteriore miglioramento della delibera approvata lo scorso mese di dicembre, che abbiamo sottoposto all’attenzione dell’Assessore Ferrero e, quindi, della Regione. Tra le novità più rilevanti, ora un proprietario o conduttore di un fondo, munito di regolare licenza per l’esercizio venatorio ed adeguata formazione, potrà intervenire direttamente, anche come “tutor” di un altro proprietario o conduttore, nell’ambito del territorio su cui si attuano i Piani di contenimento. Trattandosi di azioni straordinarie, non sussiste l’obbligo di essere iscritto presso un ATC/CA (ambiti territoriali di caccia/ comprensori alpini). Ora è importante che questa misura, insieme alle altre contenute nella nuova delibera, vengano prontamente recepite ed attuate da province e Città Metropolitana. E’ necessario – concludono Moncalvo e Rivarossa - agire con tempestività su tutti i territori e specificatamente nelle aree collinari e montane, dove l'agricoltura è più difficoltosa, in cui si sono già persi oltre il 50% delle superfici coltivabili a causa proprio dei selvatici. Senza dimenticare che a rischio oggi è la sicurezza dell’intera collettività”.