Federazione Regionale Coldiretti Piemonte

Visita il sito Coldiretti Nazionale: www.coldiretti.it

Ricerca nel sito:

Ricerca avanzata

17/06/2019 - N.93

COLDIRETTI PIEMONTE – DAZI: INDIA NUOVA OPPORTUNITA’ PER LE MELE MADE IN PIEMONTE

 Le mele italiane possono avvantaggiarsi della guerra commerciale tra Usa e India dopo che le esportazioni nazionali del frutto simbolo del peccato nel Paese asiatico hanno superato per la prima volta i 30 milioni di chili nel primo trimestre del 2019 con un aumento record di quindici volte rispetto allo stesso periodo dell'anno precedente. E' quanto emerge da una analisi della Coldiretti sui dati Istat in occasione dell'impostazione da parte dell' India di dazi su 28 prodotti statunitensi, tra cui mandorle e mele dopo la decisione del Presidente degli Stati Uniti Donald Trump di ritirarsi dal trattato commerciale preferenziale con l'India.
La domanda delle mele Made in Italy ha avuto una crescita esplosiva negli ultimi mesi in India che è destinata a consolidarsi con le misure adottate dal Paese asiatico nei confronti degli Stati Uniti che sono il principale esportatore mondiale di miele del mondo mentre l' Italia si trova al terzo posto.
La produzione di mele piemontese, tipica della zona compresa tra Pinerolo e Cuneo, si attesta su 2,5 milioni di quintali, 4 mila aziende, una ed una superficie di oltre 6 mila ettari.

“ L'India è un mercato dal grande potenziale con le mele che sono il prodotto d'importazione più consumato per questo quelle piemontesi, in particolare la varietà Gala e Red Delicious, sono particolarmente richieste e adatte ad un viaggio di 4 settimane che non ne altera il gusto – spiegano Roberto Moncalvo presidente di Coldiretti Piemonte Bruno Rivarossa Delegato Confederale -. La nostra regione esporta già l’80% della produzione di mele e i Paesi arabi sono già grandi consumatori delle nostre mele, oltre a Canada, Stati Uniti ed Europa. Aprirsi a nuovi mercati rappresenta per le nostre imprese una opportunità molto interessante anche per far fronte a situazioni come quella russa in cui l’embargo continua a provocare pesanti ripercussioni dal 2014 ad oggi”.