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05/02/2019 - N.19

COLDIRETTI PIEMONTE: RIDURRE I RITARDI COMMERCIALI PER FAR TORNARE IL SEGNO + NELL’EXPORT DELL’ORTOFRUTTA MADE IN PIEMONTE

Le esportazioni di ortofrutta Made in Italy sono rollate del 12% nel 2018 sui valori minimi dell'ultimo decennio sotto i 4 miliardi di chili. E' quanto emerge da un'analisi della Coldiretti in vista del Fruit  Logistica di Berlino che inaugura il 6 febbraio ed è la principale fiera internazionale di settore in Europa alla quale saranno presenti diverse realtà ortofrutticole piemontesi. Tra la frutta più esportata nel mondo il dato peggiore è quello delle mele che crollano in quantità del 41% nel 2018 rispetto l'anno precedente ma va male anche ai kiwi che perde il 16% mentre l’uva limita i danni a un -3%. Pessimo il risultato delle pesche che incassano un decremento del 30% netto. Tra gli agrumi, profondo rosso pure per le clementine, con le quantità esportate in diminuzione del 33%, mentre i limoni tengono con un -3%. In difficoltà  anche gli ortaggi, dove il maggiore crollo si registra per le patate, con le vendite diminuite del 35% in quantità nel 2018.
Per quanto riguarda il Piemonte, nel 2018, i dati sono in linea con quelli nazionali ed evidenziano quindi sono in linea con quelli nazionali ed evidenziano, quindi, una forte contrazione delle esportazioni: -15% per le pesche, -40% in due anni per il kiwi e -10% per le mele. Il comparto orticolo anch’esso, nel complesso, ha registrato -20%.
Per quanto riguarda i kiwi, il polo produttivo abbraccia le province di Cuneo, Torino e Vercelli per una superficie totale di quasi 5 mila ettari e una produzione di oltre 100 mila tonnellate all’anno. Per le mele, la zona più vocata si concentra nella fascia prealpina che va da Pinerolo a Cuneo, si coltivano all’incirca 6 mila ettari di melo che coinvolgono circa 4 mila imprese. La produzione piemontese di pesche  è di circa 2 milioni di quintali su una superficie di 4.416 ettari e 3.474 aziende.
“Le cause principali di questa situazione sono legate alla riduzione di produzione, ma anche ai pesanti ritardi negli accordi commerciali internazionali che rallentano l’ingresso nelle nuove economie emergenti. In particolare,  spiegano Roberto Moncalvo presidente di Coldiretti Piemonte  Bruno Rivarossa Delegato Confederale -. L'embargo con la Russia, che era un importante destinazione commerciale per le nostre produzioni, ha provocato poi pesanti ripercussioni dal 2014 ad oggi. Ridurre la burocrazia, agevolare i trasporti ed evitare una elevata frammentazione commerciale, oltre ad essere coesi per la promozione del vero Made in Piemonte all’estero ci renderebbe sicuramente più forti sui mercati internazionali”.