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07/03/2019 - N.37

COLDIRETTI PIEMONTE: STOP SEGRETO DI STATO SU CIBO STRANIERO

Cade il segreto di Stato sui cibi stranieri che arrivano in Italia e sarà finalmente possibile conoscere il nome delle aziende che importano gli alimenti dall'estero. Lo annuncia Coldiretti nel riferire dello storico pronunciamento del Consiglio di Stato del 6 marzo 2019 sull'accesso ai dati dei flussi commerciali del latte e dei prodotti lattiero caseari oggetto di scambio intracomunitario e provenienti dall'estero detenuti dal Ministero della Salute e fino ad ora preclusi per ragioni pretestuose ora smascherate dall'Autorità giudiziaria. Nel2018 in Italia è infatti scoppiato più di un allarme alimentare al giorno per un totale di ben 398 notifiche inviate all'Unione Europea tra le quali solo 70 (17%) hanno riguardato prodotti con origine nazionale, mentre 194 provenivano da altri Paesi dell'Unione Europea (49%) e 134 da Paesi extracomunitari (34%).
"Un risultato storico, fortemente sollecitato dalla nostra Organizzazione, per mettere fine all'inganno dei prodotti stranieri spacciati per italiani, ma anche per consentire interventi più tempestivi in caso di allarmi alimentari che provocano preoccupazione nei consumatori - precisano Roberto Moncalvo presidente di Coldiretti Piemonte e Bruno Rivarossa Delegato Confederale -. Finalmente l’eliminazione del segreto di Stato sulle informazioni che attengono alla salute ed alla sicurezza di tutti i cittadini realizza una condizione di piena legalità a sostegno del vero Made in Piemonte. Sarà ora possibile per motivate ragioni chiedere al Ministero della Salute da dove viene il latte impiegato in yogurt, latticini o formaggi di una determinata marca. Chiediamo adesso che questo valga anche per la provenienza della frutta in succhi e marmellate o della carne, quella impiegata per la produzione di salumi e di altri trasformati  Made in Piemonte e al Ministro della Salute di definire, in tempi brevi, le modalità attraverso cui saranno rese disponibili le informazioni relative alla provenienza dei prodotti agro-alimentari a soggetti che dimostrino un legittimo interesse all’utilizzo di tali dati”.