Coldiretti Piemonte News - Coldiretti Piemonte http://www.piemonte.coldiretti.it/ Wed, 19 Jun 2019 19:32:47 GMT http://www.rssboard.org/rss-specification http://www.piemonte.coldiretti.it/ 60 INALPI - COLDIRETTI PIEMONTE E AGRAP Nella mattinata del 19 luglio 2019, è stato presentato l’accordo sancito tra Inalpi-Coldiretti Piemonte e Agrap - Associazione Gestori Rifugi Alpini e posti tappa del Piemonte- Per la distribuzione e il commercio dei prodotti lattiero caseari dell’azienda di Moretta. Il primo prodotto che arriverà negli 80 rifugi alpini aderenti all’Agrap, sarà il Latte in Polvere da filiera corta piemontese certificata e garantita, che consentirà di risolvere chiari problemi di trasporto e conservazione, oltre a garantire un prodotto sempre fresco, buono e sicuro. “La firma di questo accordo è la realizzazione di un sogno – ha dichiarato Ambrogio Invernizzi, presidente Inalpi S.p.A. – E’ la dimostrazione che quando si vuole valorizzare un territorio, puntando sulla qualità, si possono realizzare interessanti progetti. Nella nostra filiera, non esistono punti deboli o penalizzati, il primo passo è riconoscere e pagare in modo adeguato la materia prima, in modo che i conferitori abbiano possibilità di vivere e programmare i loro investimenti futuri. Questo progetto rappresenta inoltre l’incontro di due elementi: il buon latte Piemontese e che sarà reidratato con l’ottima acqua dei rifugi, il risultato non potrà che essere straordinario. Il latte in polvere darà anche un aiuto ai gestori nel rapporto con l’ambiente e con la sostenibilità, con un sacchetto da 1 kg di polvere, si ottengono infatti ben 10 litri di buon latte fresco.    “Garantire prodotti di elevata qualità provenienti dalla filiera del latte Made in Piemonte: questo è l’obiettivo che ci siamo posti nel sancire questo accordo, realizzato grazie ad una collaborazione ormai decennale con Inalpi – spiegano Roberto Moncalvo presidente di Coldiretti Piemonte e Bruno Rivarossa Delegato Confederale -. Con l’azienda di Moretta, infatti, e Compral Latte, che conta 230 allevatori e raccoglie giornalmente oltre 5 mila quintali di latte, 10 anni fa è nato un progetto di filiera virtuoso per la produzione di polvere di latte, attraverso la torre di sprayatura. Fin da subito, questo ha consentito tracciabilità, equa remunerazione alle imprese e valorizzazione delle realtà territoriali. Riusciamo, in questa prima fase della progettualità, ad assicurare ai rifugi alpini produzioni della filiera latte piemontese in linea con i principi della sana e corretta alimentazione e di facile trasporto visto che, spesso, sono situati in luoghi dove non si arriva con i mezzi tradizionali, ma si deve ricorrere all’elicottero con costi, di conseguenza, elevati. Questo, però, è solo un primo passo – concludono Moncalvo e Rivarossa - verso una collaborazione più ampia con Agrap che possa comprendere non solo referenze del lattiero-caseario, ma altri prodotti del territorio provenienti dalle nostre imprese di Campagna Amica, andando, così, a rafforzare l’offerta dei rifugi, già attenti spesso a tessere relazioni con le aziende situate negli alpeggi limitrofi”. “Agrap – Associazione Gestori Rifugi Alpini e posti tappa del Piemonte- ha 80 associati e rappresenta i gestori dei rifugi, ha dichiarato Massino Manavella presidente Agrap e gestore del Rifugio Selleries - chi di fatto lavora e affronta le problematiche di ogni giorno. L’intesa con Inalpi-Coldiretti Piemonte è stata possibile per la volontà condivisa di valorizzare il territorio, anche quello delle montagne: i rifugi sono infatti radicati sul territorio e hanno la volontà di utilizzare prodotti del territorio. Alcuni rifugi hanno vicini alpeggi, ma molte volte gli alpeggi non hanno la forza di sostenere i bisogni del rifugio, inoltre, come per tutti i locali pubblici, il rifugio ha l’obbligo di commerciare latte pastorizzato, prodotto non comune negli alpeggi. Inalpi si è rivelato quindi un partner straordinario, proprio per l’attenzione alla provenienza e alla qualità del prodotto. Valori e principi che condividiamo.” La conferenza si è conclusa con la consegna dell’attestato che certifica l’accordo, a firma Inalpi-Coldiretti Piemonte-Agrap, che sarà affisso nei rifugi aderenti l’iniziativa.  http://www.piemonte.coldiretti.it/inalpi-coldiretti-piemonte-e-agrap.aspx?KeyPub=10031002|CD_PIEMONTE_HOME&subskintype=Detail&Cod_Oggetto=133318104 Wed, 19 Jun 2019 19:32:47 GMT COLDIRETTI PIEMONTE – DAZI: INDIA NUOVA OPPORTUNITA’ PER LE MELE MADE IN PIEMONTE  Le mele italiane possono avvantaggiarsi della guerra commerciale tra Usa e India dopo che le esportazioni nazionali del frutto simbolo del peccato nel Paese asiatico hanno superato per la prima volta i 30 milioni di chili nel primo trimestre del 2019 con un aumento record di quindici volte rispetto allo stesso periodo dell'anno precedente. E' quanto emerge da una analisi della Coldiretti sui dati Istat in occasione dell'impostazione da parte dell' India di dazi su 28 prodotti statunitensi, tra cui mandorle e mele dopo la decisione del Presidente degli Stati Uniti Donald Trump di ritirarsi dal trattato commerciale preferenziale con l'India. La domanda delle mele Made in Italy ha avuto una crescita esplosiva negli ultimi mesi in India che è destinata a consolidarsi con le misure adottate dal Paese asiatico nei confronti degli Stati Uniti che sono il principale esportatore mondiale di miele del mondo mentre l' Italia si trova al terzo posto. La produzione di mele piemontese, tipica della zona compresa tra Pinerolo e Cuneo, si attesta su 2,5 milioni di quintali, 4 mila aziende, una ed una superficie di oltre 6 mila ettari. “ L'India è un mercato dal grande potenziale con le mele che sono il prodotto d'importazione più consumato per questo quelle piemontesi, in particolare la varietà Gala e Red Delicious, sono particolarmente richieste e adatte ad un viaggio di 4 settimane che non ne altera il gusto – spiegano Roberto Moncalvo presidente di Coldiretti Piemonte Bruno Rivarossa Delegato Confederale -. La nostra regione esporta già l’80% della produzione di mele e i Paesi arabi sono già grandi consumatori delle nostre mele, oltre a Canada, Stati Uniti ed Europa. Aprirsi a nuovi mercati rappresenta per le nostre imprese una opportunità molto interessante anche per far fronte a situazioni come quella russa in cui l’embargo continua a provocare pesanti ripercussioni dal 2014 ad oggi”.     http://www.piemonte.coldiretti.it/coldiretti-piemonte-dazi-india-nuova-opportunita-per-le-mele-made-in-piemonte-.aspx?KeyPub=10031002|CD_PIEMONTE_HOME&subskintype=Detail&Cod_Oggetto=133229937 Mon, 17 Jun 2019 16:39:51 GMT COLDIRETTI PIEMONTE – NUOVA GIUNTA REGIONALE: PRONTI A LAVORARE IN SINERGIA PER IL FUTURO DEL CIBO MADE IN PIEMONTE  Il presidente Alberto Cirio ha nominato la nuova Giunta regionale che, con 11 assessori, lo affiancherà al governo del Piemonte per i prossimi 5 anni. La Giunte si insedierà ufficialmente da lunedì 17 giugno. "Auguriamo buon lavoro alla nuova Giunta - commentano  Roberto Moncalvo presidente di Coldiretti Piemonte e Bruno Rivarossa Delegato Confederale – con l’auspicio che fin da subito possa concentrarsi sulle priorità di cui il Piemonte necessita. Siamo pronti a lavorare in sinergia con presidente ed assessori affinché l’agroalimentare possa veramente continuare a far da traino all’economia piemontese e, anzi, generare sempre più nuove traiettorie di futuro. Il presidente Cirio ha sottoscritto il nostro manifesto con le dieci priorità per il cibo Made in Piemonte: da qui vogliamo partire, con proposte concrete che ci auguriamo di condividere al più presto con Marco Protopapa, assessore all’agricoltura, cibo, caccia e pesca. In attesa di conoscere nel dettaglio le deleghe di ogni assessore, vogliamo ringraziare il presidente Cirio e le forze politiche di maggioranza per aver voluto ampliare le competenze dell’assessorato all’agricoltura introducendo la tematica del cibo. Con questa decisione, ci sono le condizioni affinché il primo punto del nostro manifesto possa diventare realtà: un assessorato che affianca al comparto agricolo le politiche riguardanti, appunto, il cibo a 360°, dal campo alla tavola. Una scelta importante - concludono Moncalvo e Rivarossa - per garantire decisioni efficaci e scelte coerenti lungo tutta la filiera, dalla produzione agricola alla trasformazione alimentare, dall’agriturismo alla ristorazione collettiva, dalla gestione dell’acqua sui territori al controllo degli animali selvatici e predatori”. http://www.piemonte.coldiretti.it/coldiretti-piemonte-nuova-giunta-regionale-pronti-a-lavorare-in-sinergia-per-il-futuro-del-cibo-made.aspx?KeyPub=10031002|CD_PIEMONTE_HOME&subskintype=Detail&Cod_Oggetto=133215433 Mon, 17 Jun 2019 09:40:44 GMT COLDIRETTI PIEMONTE E NOBERASCO INSIEME PER VALORIZZARE LA FRUTTA PIEMONTESE La frutta Made in Piemonte diventa ligure. Dal mese di maggio, infatti, Coldiretti Piemonte e Noberasco hanno stretto un accordo di filiera che, al momento, riguarda in particolare le mele del Piemonte, ma si stanno sperimentando già altre tipologie, quali i mirtilli. Un progetto basato sui principi della qualità, dell’innovazione e della sana alimentazione. “L’accordo con Noberasco è l’ulteriore esempio di come, con l’agroindustria virtuosa, possano nascere sinergie concrete per i territori che rappresentano nuova linfa economica per le imprese  e riconoscono la giusta remunerazione ai frutticoltori – spiegano Roberto Moncalvo presidente di Coldiretti Piemonte  e Bruno Rivarossa Delegato Confederale -.  Il comparto frutticolo, che in Piemonte riveste un ruolo importante con una produzione di 7 milioni di quintali e un fatturato di quasi 500 milioni di euro, viene valorizzato proprio attraverso progetti di questo tipo che mirano a premiare le produzioni d’eccellenza. Noberasco, oltretutto, ha aderito a Filiera Italia a conferma di come gli intenti dell’impresa ligure sposino i nostri e confluiscano nei valori dell'identità territoriale, della trasparenza e della sostenibilità. Lavoreremo insieme, quindi, affinché il progetto possa essere incrementato e comprendere altre varietà di frutta per ampliare l’offerta e dare ai nostri produttori ulteriori possibilità di crescita, oltre a venire incontro sempre di più alle esigenze del mercato”.   Noberasco, azienda ligure da quattro generazioni impegnata nella ricerca, selezione e lavorazione di frutta secca, morbida ed essiccata ha siglato un accordo di filiera con Coldiretti Piemonte per sinergizzare forze e strategie: fondere mondo agricolo e industria per sostenere e valorizzare la filiera agroalimentare italiana. Così Mattia Noberasco, CEO Noberasco, esprime la volontà di raggiungere obiettivi comuni: “Puntare dritto alla qualità e al sostegno dell’agricoltura: questa la direzione verso cui è orientata la bussola di Noberasco che insieme a Coldiretti Piemonte ha in animo la concretizzazione di progetti etici, di sviluppo di identità territoriali, di trasparenza, di sostenibilità e di logiche di consumo consapevole. Iniziamo con le mele   eccellenza italiana e prodotto trasversale perché adatto all’alimentazione sia dei bambini che dei meno giovani. Lavoreremo per promuovere benessere e sana alimentazione, sensibilizzando il nostro consumatore a scelte più consapevoli grazie ad attività di comunicazione nella grande distribuzione e nelle scuole”. http://www.piemonte.coldiretti.it/coldiretti-piemonte-e-noberasco-insieme-per-valorizzare-la-frutta-piemontese.aspx?KeyPub=10031002|CD_PIEMONTE_HOME&subskintype=Detail&Cod_Oggetto=133115806 Fri, 14 Jun 2019 16:05:15 GMT COLDIRETTI PIEMONTE: VINCE L’AGRITURISMO PER LE VACANZE ESTIVE 2019 In controtendenza rispetto all'andamento generale, crescono del 3% le presenze in agriturismo nell'estate 2019 spinte dal turismo verde a contatto con la natura ma anche di quello enogastronomico con la capacità di mantenere inalterate le tradizioni culinarie nel tempo che è la qualità più ricercata. E' quanto emerge dalle prime stime della Coldiretti sulla base delle prenotazioni delle strutture associate a Campagna Amica a integrazione dell'analisi effettuata da Cst - Assoturismo Confesercenti. Si tratta di un aumento sostenuto dalla qualificazione dell'offerta con gli agriturismi piemontesi che commentano Roberto Moncalvo presidente di Coldiretti Piemonte e Bruno Rivarossa Delegato Confederale - offrono servizi innovativi per sportivi e ambientalisti, come l'equitazione, il tiro con l'arco, il trekking o attività culturali come la visita di percorsi archeologici o naturalistici, ma anche corsi di cucina e wellness. I circa 300 agriturismi della nostra regione, infatti, stanno andando sempre più verso un’offerta a 360° che i consumatori apprezzano notevolmente perché vogliono vivere nelle vere e proprie esperienze durante il loro soggiorno ed entrare in contatto con i produttori, acquistare i prodotti presso i punti vendita aziendali di Campagna Amica, oltre che degustarli in loco.   Il Piemonte sta diventando sempre più attraente per i turisti tanto che nel 2018 ci sono state oltre 15 milioni di presenze (+1,35%), arrivando a registrare più di 5 milioni e 200 mila arrivi (+1,86) - proseguono  Moncalvo e Rivarossa -. Grande interesse è dimostrato anche da parte dei visitatori stranieri, provenienti soprattutto dalla  Germania, BeNeLux e Francia. Gli agriturismi in questo scenario giocano un ruolo fondamentale poiché sono promotori della cultura del territorio e del nostro paesaggio”. Per scegliere l'agriturismo giusto o i punti vendita Campagna Amica consultare il sito www.campagnamica.it http://www.piemonte.coldiretti.it/coldiretti-piemonte-vince-l-agriturismo-per-le-vacanze-estive-2019-.aspx?KeyPub=10031002|CD_PIEMONTE_HOME&subskintype=Detail&Cod_Oggetto=133108292 Fri, 14 Jun 2019 10:56:42 GMT COLDIRETTI PIEMONTE – CIMICE ASIATICA: TORNA COL CALDO MA INVASIONE RIDIMENSIONATA GRAZIE A STRATEGIE STUDIATE AD HOC  Con l'arrivo del caldo torna puntuale l'invasione delle cimici che si stanno moltiplicando nel nord Italia costringendo anche nei centri abitati i cittadini a barricarsi in casa con porte e finestre chiuse mentre nelle campagne si contano i danni provocati da questi insetti insaziabili che stanno colpendo meli, peri, kiwi, ma anche su peschi, ciliegi albicocchi e piante da vivai con i danni che possono arrivare fino al 40% dei raccolti dei terreni colpiti. E' l'allarme lanciato della Coldiretti per l'arrivo in Italia della "cimice marmorata asiatica" che è particolarmente pericolosa per l'agricoltura perché prolifica con il deposito delle uova almeno due volte all'anno con 300-400 esemplari alla volta e con le punture rovinano i frutti rendendoli inutilizzabili, col rischio di compromettere seriamente parte del raccolto. Già lo scorso anno Coldiretti Piemonte insieme al Dipartimento di Scienze Agrarie, Forestali e Alimentari dell'Università degli Studi di Torino, a Fondazione Agrion e al Gruppo Ferrero hanno istituito un osservatorio per allargare e approfondire la ricerca delle strategie di lotta alla cimice asiatica. L'insetto, infatti, ha trovato in Piemonte un ambiente favorevole alla sua diffusione. In questi ultimi anni si sono registrati danno ingenti su molte colture, dal nocciolo alla frutta. "Una problematica che si che si è acuita con i cambiamenti climatici che si manifestano con una tendenza al surriscaldamento accentuatasi negli ultimi anno e con il moltiplicarsi di eventi estremi e sfasamenti stagionali - spiegano Roberto Moncalvo presidente di Coldiretti Piemonte e Brno Rivarossa Delegato Confederale.- In Piemonte stiamo riuscendo a contenere il fenomeno grazie a trattamenti mirati ed alla costante azione di monitoraggio del nostri tecnici che, visti i risultati, non si fermerà. La sinergia sui territori ha reso possibile lo studio di strategie appropriate, adottando i metodi più sostenibili, con una particolare attenzione all'ambiente al fine di salvaguardare la qualità delle produzioni  Made in Piemonte".   http://www.piemonte.coldiretti.it/coldiretti-piemonte-cimice-asiatica-torna-col-caldo-ma-invasione-ridimensionata-grazie-a-strategie-s.aspx?KeyPub=10031002|CD_PIEMONTE_HOME&subskintype=Detail&Cod_Oggetto=133019758 Wed, 12 Jun 2019 10:11:28 GMT COLDIRETTI PIEMONTE: BOOM DI PRESENZE ALLA XXII GIORNATA INTERREGIONALE DEI PENSIONATI Ad ospitare la XXII Giornata interregionale dei Pensionati Coldiretti è stata la Liguria alla presenza del presidente e del segretario nazionale di Federpensionati Coldiretti Giorgio Grenzi e Danilo Elia, dei presidenti regionali del Piemonte, Liguria e Valle d’Aosta Pier Luigi Cavallino, Angela Romaggi e Yves Perraillon, oltre ai presidenti, direttori e dirigenti delle varie Federazioni provinciali. Ad officiare la Santa Messa Monsignor Guglielmo Borghetti. A Loano si sono susseguiti nella giornata diversi momenti: dalla preghiera al ricordo di quelli che sono i principi e gli ideali di un’esistenza scandita dai ritmi della terra, dal pranzo presso la struttura del “Loano 2Village” fino al mercato di Campagna Amica con prodotti del territorio ligure. Per il presidente nazionale, Giorgio Grenzi, è stata l’occasione per fare alcune riflessioni, in particolare ha sottolineato: “Se è vero che le attuali generazioni hanno una traiettoria di vita di oltre venti anni maggiore rispetto alle precedenti, è indispensabile che le Istituzioni mettano in atto politiche che tutelino seriamente l’autonomia personale e la non autosufficienza, anche mediante migliori e più accessibili servizi di assistenza. Non può, quindi, che starci a cuore la salute, la prevenzione  e la sicurezza dei nostri pensionati, oltre all’assicurare loro delle pensioni adeguate”. “Questo appuntamento rappresenta un’iniziativa importante ed un’occasione per ricordare il prezioso e duro lavoro dei nostri soci pensionati, protagonisti della rinascita agricola del dopoguerra - afferma Pier Luigi Cavallino presidente dell’Associazione Pensionati di Coldiretti Piemonte -.  A loro va il nostro grazie per essere il punto di riferimento per la famiglia, per Coldiretti e per il buon funzionamento delle imprese agricole”.  “Questo momento ha una valenza di rilievo anche per fare il punto sul ruolo sociale che la società riconosce in capo a Coldiretti e per sottolineare la funzione d’esempio che, ancora oggi, i soci pensionati hanno nei confronti dei nostri giovani imprenditori - spiegano Roberto Moncalvo presidente di Coldiretti Piemonte e Bruno Rivarossa Delegato Confederale -.  La nuova agricoltura, che concilia innovazione e tradizione, non può rinunciare ad un così prezioso patrimonio: la società e le imprese non possono fare a meno, infatti, di queste grandi persone che, con la loro esperienza di vita, hanno sempre validi insegnamenti, continuano a dare il loro contributo e a preservare i territori nonostante la pensione”. Durante la giornata non è mancata la raccolta firme a sostegno della petizione EatORIGINal -Unmask your food che ha l'obiettivo di estendere l'obbligo in etichetta di indicare l'origine degli alimenti. http://www.piemonte.coldiretti.it/coldiretti-piemonte-boom-di-presenze-alla-xxii-giornata-interregionale-dei-pensionati-.aspx?KeyPub=10031002|CD_PIEMONTE_HOME&subskintype=Detail&Cod_Oggetto=132857711 Fri, 07 Jun 2019 16:36:28 GMT COLDIRETTI PIEMONTE – GIORNATA AMBIENTE: PRESERVARE LA BIODIVERSITA’ A TUTELA DELLE PRODUZIONI MADE IN PIEMONTE   In Italia sono scomparse dalla tavola tre varietà di frutta su quattro nell'ultimo secolo, ma la perdita di biodiversità riguarda l'intero sistema agricolo e di allevamento con il rischio di estinzione che si estende dalle piante coltivate agli animali allevati. E' quanto afferma la Coldiretti, in occasione della Giornata Mondiale dell'Ambiente celebrata dalle Nazioni Unite, il 5 giugno. Nel secolo scorso si contavano 8.000 varietà di frutta, mentre oggi si arriva a poco meno di 2.000 e di queste ben 1.500 sono considerate a rischio di scomparsa anche per effetto dei moderni sistemi della distribuzione commerciale che privilegiano le grandi quantità e la standardizzazione dell’offerta. L’Italia è l’unico Paese al mondo con 5155 prodotti alimentari tradizionali censiti, 297 specialità Dop/Igp riconosciute a livello comunitario e 415 vini Doc/Docg, ma è anche leader in Europa con quasi 60mila aziende agricole biologiche e ha fatto la scelta di vietare le coltivazioni Ogm e la carne agli ormoni a tutela della biodiversità e della sicurezza alimentare. Il Piemonte conta 14 Dop, 9 Igp, 18 Docg e 42 Doc e oltre 40 prodotti "Sigillo", ovvero prodotti che rientrano nell'Atlante curato dall'Osservatorio sulla biodiversità istituto dal comitato scientifico di Campagna Amica. "L'omologazione e la standardizzazione delle produzioni a livello internazionale mettono a rischio anche la tradizione piemontese custodita per anni da generazioni di agricoltori - commentano Roberto Moncalvo presidente di Coldiretti Piemonte e Bruno Rivarossa Delegato Confederale - La difesa della biodiversità non ha solo un valore naturalistico ma è anche il vero valore aggiunto delle produzioni agricole Made in Piemonte. Investire sulla distintività è una condizione necessaria per affrontare il mercato globalizzato con produzioni di alta qualità salvaguardando, difendendo e creando sistemi economici locali attorno al valore del cibo. In quest'ottica, è fondamentale l'attività svolta dalla Fondazione Campagna Amica che ha offerto opportunità e nuovi sbocchi economici agli imprenditori agricoli che allevano razze e coltivano varietà a rischio di estinzione che, altrimenti, non sarebbero mai sopravvissute alle regole delle moderne forme di distribuzione. Certo - concludono Moncalvo e Rivarossa - in questa giornata dedicata all'ambiente non possiamo dimenticare i cambiamenti climatici repentini che stanno sempre più provocando danni alla produzione agricola del nostro territorio, alle strutture ed alle infrastrutture per cui è sicuramene necessario, come abbiamo già più volte ribadito, lavorare affinché vengano predisposte anche delle misure di prevenzione e degli interventi continui per tutelare gli imprenditori agricoli da tali eventi climatici estremi". http://www.piemonte.coldiretti.it/coldiretti-piemonte-giornata-ambiente-preservare-la-biodiversita-a-tutela-delle-produzioni-made-in-p.aspx?KeyPub=10031002|CD_PIEMONTE_HOME&subskintype=Detail&Cod_Oggetto=132857486 Fri, 07 Jun 2019 16:27:29 GMT COLDIRETTI PIEMONTE - FRUTTICOLTURA: FRUTTA DOLCE VITA AMARA PER I PRODUTTORI PIEMONTESI Con l’estate alle porte e le temperature in salita, il consiglio è sempre quello di consumare frutta fresca che con le sue vitamine nutre, disseta e reintegra le sostante che col caldo vengono eliminate. Quest’anno, però, il comparto frutticolo piemontese, già messo a dura prova dal clima e dalla “maledetta primavera” deve affrontare criticità ben più amare che offuscano la dolcezza dei frutti prodotti. Dalle pesche ai kiwi fino alle mele: la frutticoltura ha un ruolo rilevante nel tessuto economico piemontese. Per quanto riguarda le pesche conta 3.474 aziende, una produzione di quasi 2 milioni di quintali e una superficie di 4.416 ettari, per i kiwi quasi 2.500 aziende, una produzione di 1,2 milioni di quintali e una superficie di oltre 4.500 ettari, per le mele quasi 4 mila aziende, una produzione di 2,4 milioni di quintali ed una superficie di 6 mila ettari.   “La situazione per i nostri produttori sta diventando veramente insostenibile – evidenziano Roberto Moncalvo presidente di Coldiretti Piemonte e  Bruno Rivarossa Delegato Confederale - a causa dei tempi di pagamento estremamente dilatati: basti pensare che, solitamente, le pesche vengono pagate entro Natale e quest’anno si è dovuto attendere oltre 60 giorni, ritardo di due mesi senza alcuna giustificazione; le mele cosiddette estive, ovvero quelle del gruppo Gala, vengono pagate solo adesso quando la raccolta è avvenuta ben 300 giorni fa, le susine sono state pagate a marzo quando di solito venivano pagate 90 giorni prima e tutto tace sui pagamenti riguardanti le mele autunnali ed i kiwi. Eppure la Gdo rispetta i pagamenti entro i 60 giorni; a questo punto viene da chiedersi che ruolo stanno giocando i centri di condizionamento. Quello che è certo è che questo sistema sta lentamente strangolando le nostre imprese che si espongono con costi veramente ingenti, fanno da banche, cercano con ogni sforzo di migliorare costantemente la qualità delle produzioni venendo sempre più incontro ai gusti dei consumatori, ma sono l’anello più debole e dimenticato di tutta la filiera. Oltretutto – continuano Moncalvo e Rivarossa - questo comparto paga già l'embargo russo, le barriere strutturali e tariffarie che rallentano l'export e alcune importanti malattie, come la batteriosi del Kiwi che ha fatto diminuire la superficie coltivata. Inoltre, si registrano nella filiera squilibri legati alla ripartizione del valore del prodotto finale, tanto che il mondo agricolo percepisce solo il 15% del valore, percentuale troppo bassa a coprire i costi di produzione, il 40% va a chi si occupa del condizionamento e la restante parte tutta alla GDO. E' vergognoso che il 70% del frutticolo piemontese sia in mano a pochi soggetti che si permettono di mettere in atto tali storture in totale libertà. E' fondamentale, quindi, riorganizzare completamente - concludono Moncalvo e Rivarossa - Il sistema,, partendo dal conferimento fino alla vendita e fare chiarezza in questo meccanismo che sa ancora troppo di antichi rapporti di mezzadria e, senza mezzi termini, richiama la figura del fattore". http://www.piemonte.coldiretti.it/coldiretti-piemonte-frutticoltura-frutta-dolce-vita-amara-per-i-produttori-piemontesi.aspx?KeyPub=10031002|CD_PIEMONTE_HOME&subskintype=Detail&Cod_Oggetto=132776618 Wed, 05 Jun 2019 09:33:24 GMT COLDIRETTI PIEMONTE – LATTIERO CASEARIO: TENERE ALTA L’ATTENZIONE PER EVITARE ULTERIORI SCIPPI DA MANI STRANIERE I francesi di Lactalis acquisiscono la Nuova Castelli dopo che, negli anni scorsi, avevano già fatto incetta di marchi italiani come Parmalat. Locatelli, Invernizzi, Galbani e Cadermartori. La nuova Castelli è il principale esportatore di Parmigiano Reggiano così la presenza francese in Italia si estende a prodotti nazionali a denominazione di origine (Dop). Un’operazione lampo, molto probabilmente frutto della distrazione presente nel nostro Paese a causa delle elezioni, ma che ora rischia di essere pagata dagli allevatori italiani ai quali la Lactalis ha infatti appena minacciato di ridurre unilateralmente il prezzo del latte alla stalla sottoscritto solo pochi mesi fa, in controtendenza rispetto all’andamento del mercato – fanno notare Roberto Moncalvo presidente di Coldiretti Piemonte e Bruno Rivarossa Delegato Confederale -. Un’assurdità pensare che un prodotto simbolo del Made in Italy possa diventare francese. Dobbiamo vigilare attentamente su questa situazione che potrebbe cambiare gli equilibri di mercato, mettere a rischio la competitività del sistema produttivo nazionale e aprire le porte alla delocalizzazione. Per questo ora devono essere resi pubblici - proseguono Moncalvo e Rivarossa - tutti i termini dell’accordo e pretese adeguate garanzie sulle produzioni, sulla tutela delle denominazioni dalle imitazioni, sulla difesa dei posti di lavoro e sull’eventuale abuso di posizioni dominanti sul mercato lattiero caseario. Alla luce di quanto avvenuto, cresce anche la preoccupazione per le Dop piemontesi che sono ben 10 e coprono da nord a sud la nostra regione, dal Gorgonzola alla Robiola di Roccaverano, dal Castelmagno all'Ossolano, e che potrebbero fare prima o poi la stessa fine. Per questo continuiamo a tenere alta l'attenzione e a difendere i marchi storici, fondamentali per il nostro agroalimentare e per garantire ai consumatori prodotti veramente italiani dei quali è possibile tracciare la provenienza e avere la certezza di tutta la filiera produttiva. http://www.piemonte.coldiretti.it/coldiretti-piemonte-lattiero-caseario-tenere-alta-l-attenzione-per-evitare-ulteriori-scippi-da-mani-.aspx?KeyPub=10031002|CD_PIEMONTE_HOME&subskintype=Detail&Cod_Oggetto=132565206 Fri, 31 May 2019 09:44:16 GMT